Smalto semipermanente: come sceglierlo e quali colori comprare

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Il semipermanente è il prodotto che ha cambiato le abitudini di milioni di persone: tiene tre settimane, si asciuga in trenta secondi sotto la lampada e non si sbecca al primo urto. Ma quando arrivi a comprarlo ti trovi davanti a duemila boccette che sembrano tutte uguali, e le domande vere sono sempre le stesse: quale marca dura di più, che lampada serve, perché a qualcuna salta dopo cinque giorni.

Qui sotto trovi prima i colori che vendiamo di più, poi le risposte a quelle domande, una per una. Siamo un negozio specializzato in prodotti per unghie da quindici anni, con oltre 2.400 smalti gel a catalogo e un punto vendita fisico: quello che leggi arriva dal banco, non da una scheda tecnica.

I semipermanenti più venduti da noi

Questa non è una classifica di redazione: è l'ordine in cui escono davvero dal magazzino. Se stai cominciando, i primi tre coprono l'ottanta per cento delle richieste in salone.

Vedi tutti i 2.441 colori semipermanenti

Che cos'è davvero uno smalto semipermanente

Non è uno smalto che dura di più. È un prodotto completamente diverso: mentre lo smalto tradizionale asciuga per evaporazione del solvente, il semipermanente non asciuga per niente. Polimerizza, cioè si indurisce solo quando riceve una precisa lunghezza d'onda di luce. Fuori dalla lampada resta liquido a tempo indeterminato, ed è esattamente questo che ti dà tutto il tempo che vuoi per stendere bene il colore.

Da qui discende tutto il resto: serve per forza una lampada, serve una base che faccia da ponte fra l'unghia e il colore, serve un top che sigilli sopra, e serve un solvente per toglierlo perché non viene via con l'acetone da unghie e uno sfregamento. Tre passaggi invece di uno, ma il risultato tiene tre settimane invece di tre giorni.

Un semipermanente ben fatto resta sottile, flessibile e lucido, e non ispessisce l'unghia. Se dopo l'applicazione senti l'unghia rigida o “tirata”, quasi sempre è stato messo troppo prodotto, non è colpa della marca.

Semipermanente, gel costruttore o acrigel: quale ti serve

È la confusione più frequente, e costa soldi buttati perché si compra il prodotto sbagliato per il risultato che si ha in mente.

  • Smalto semipermanente — è colore, punto. Non allunga, non ricostruisce, non irrobustisce nulla. Serve a dare un colore che dura tre settimane su un'unghia che sta già in piedi da sola.
  • Gel costruttore — ha una densità molto maggiore e serve a costruire: allungare, rinforzare, ridisegnare la curva. È quello che usi se l'unghia si spezza o se vuoi una lunghezza che non hai.
  • Acrigel — sta in mezzo. Ha la resistenza dell'acrilico e la lavorabilità del gel, non cola e non ha odore. Molte onicotecniche lo preferiscono per le ricostruzioni lunghe.

Il punto pratico: se le tue unghie stanno bene e vuoi solo il colore, ti serve solo semipermanente, base e top. Se si spezzano, nessun semipermanente le salverà; ti serve un costruttore.

Quanto dura e da cosa dipende davvero

Tre settimane è la durata normale su una mano che lavora. Chi arriva alla quarta ha unghie asciutte e poco sollecitate; chi non arriva alla seconda quasi sempre ha un problema in uno di questi quattro punti.

  • La preparazione. È la causa numero uno dei distacchi, molto prima della qualità dello smalto. Se resta un velo di cuticola sulla lamina o un residuo di grasso, il prodotto si attacca a quello e si stacca insieme a quello.
  • Lo spessore. Due strati sottili tengono molto meglio di uno spesso. Uno strato troppo carico non polimerizza fino in fondo e resta morbido sotto.
  • Il bordo libero. Se non sigilli la punta dell'unghia passando il pennello sullo spessore, l'acqua entra da lì e in una settimana solleva il colore.
  • La lampada. Una lampada scarica o con i led vecchi non polimerizza bene: il colore sembra asciutto ma sotto è tenero.

Prima di stendere il colore servono un disidratante e un primer o bonder: dieci secondi che valgono due settimane di tenuta.

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Che lampada serve per catalizzarlo

Serve una lampada UV/LED, non una LED semplice e non una UV vecchia a tubi. I semipermanenti moderni contengono fotoiniziatori che lavorano su più lunghezze d'onda, e solo una lampada ibrida le copre tutte. Con una LED-only rischi che i colori difficili, i rossi accesi e i bianchi coprenti su tutti, restino morbidi sotto.

Sui watt il marketing ha esagerato parecchio. Per il solo semipermanente 48 watt reali bastano e avanzano; le lampade da 250 watt dichiarati servono se costruisci, perché devono catalizzare masse di gel molto più spesse. Guarda invece due cose che contano davvero: che il timer abbia almeno la posizione a 30 e a 60 secondi, e che i led illuminino anche i lati e non solo il centro, altrimenti i pollici polimerizzano male.

Vedi tutte le lampade UV/LED

Base e top: la parte che decide la tenuta

Il colore lo scegli con gli occhi, la durata la decidono base e top. Sono i due prodotti su cui non conviene risparmiare, anche perché con una boccetta ci fai venti applicazioni.

La base

La base normale è sottile e va bene su unghie sane. La rubber base è più densa ed elastica: si autolivella, riempie le irregolarità e assorbe le flessioni, quindi è la scelta giusta su unghie sottili o che si piegano. Le cover e le milky sono rubber colorate: le usi per uniformare senza aggiungere spessore, e da sole fanno già una manicure pulita.

Il top

I no wipe non lasciano lo strato appiccicoso e ti risparmiano il passaggio con il cleaner. I mat danno l'effetto opaco che sta tornando molto richiesto. Se il top ingiallisce dopo qualche settimana, il problema quasi sempre è la formula del top, non il colore sotto.

Tutte le basi e i top

Come si rimuove senza rovinare l'unghia

Quasi tutti i danni che si attribuiscono al semipermanente nascono qui. Il semipermanente non “mangia” l'unghia: la rovina chi lo strappa o chi lo lima fino alla lamina.

Il metodo corretto è semplice. Si smerigliano i primi micron di top con una lima o una fresa, giusto per aprire la superficie lucida. Si mette un dischetto imbevuto di remover sull'unghia, si avvolge con la stagnola o con una clip e si aspettano dieci-quindici minuti. Il prodotto si solleva da solo e si spinge via con uno spingi cuticole, senza forzare. Se non viene via, non si tira: si rimette il remover altri cinque minuti.

Un remover professionale lavora meglio dell'acetone puro da profumeria e secca molto meno la pelle intorno. Dopo la rimozione, un olio per cuticole restituisce all'unghia quello che il solvente le ha tolto.

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Da quali colori conviene iniziare

Se stai costruendo il tuo primo assortimento, non partire dalle tendenze: partire da sei tinte che lavorano tutto l'anno è molto più redditizio. Un nero pieno, un bianco coprente, un rosso classico, un nude rosato, un beige e un bordeaux coprono la stragrande maggioranza delle richieste. Le fantasie e i cat eye si aggiungono dopo, quando sai già cosa ti chiedono.

Una regola pratica sulla coprenza: i rossi accesi e i bianchi puri sono i pigmenti più difficili, e su quelli la differenza fra una marca buona e una scadente si vede al primo strato. È lì che conviene spendere qualcosa in più.

Se invece hai già una marca di fiducia, qui sotto trovi le linee complete che teniamo a magazzino.

I tre che consigliamo noi

Se dovessimo mettere in mano a una persona che comincia tre sole boccette, sarebbero queste.

Per la tenuta: Claresa Base Power

È la base che vendiamo di più e il motivo è semplice: perdona gli errori. Ha una consistenza che si autolivella e regge bene anche su unghie che flettono, quindi è quella che consigliamo a chi ha ancora la mano poco ferma.

Per la coprenza: DNKa Ultra Red

Il rosso è il colore che smaschera gli smalti mediocri. Questo copre in una passata sola senza righe e senza spostarsi verso l'arancione sotto la lampada: è il metro con cui puoi giudicare tutti gli altri.

Per la finitura: Claresa Top Glass No Wipe

Niente strato appiccicoso da togliere, quindi un passaggio in meno e nessun rischio di opacizzare il lavoro con il cleaner. La brillantezza resta piena per tutta la durata della manicure.

Domande frequenti

Quanto dura davvero uno smalto semipermanente?

Su una mano che lavora normalmente, tre settimane. La durata dipende molto più dalla preparazione dell'unghia e dalla sigillatura del bordo libero che dalla marca: con la stessa boccetta si può arrivare a venticinque giorni o saltare in cinque.

Posso mettere il semipermanente senza lampada?

No. Il semipermanente non asciuga all'aria: indurisce solo esponendosi alla luce UV/LED. Fuori dalla lampada resta liquido a tempo indeterminato. Se cerchi un colore che asciuga da solo ti serve uno smalto tradizionale.

Il semipermanente rovina le unghie?

Il prodotto in sé no. I danni arrivano quasi sempre dalla rimozione: strapparlo o limare fino alla lamina assottiglia l'unghia. Con l'ammollo nel remover e uno spingi cuticole l'unghia resta integra.

Che differenza c'è tra semipermanente e gel?

Il semipermanente è colore e basta: non allunga e non rinforza. Il gel costruttore è molto più denso e serve a costruire lunghezza o struttura. Se le unghie si spezzano, il semipermanente da solo non risolve nulla.

Quanti watt deve avere la lampada?

Per il solo semipermanente 48 watt reali bastano. Le potenze più alte servono se lavori anche con gel costruttori o acrigel. Conta di più che la lampada sia UV/LED ibrida e che illumini bene i lati della mano.

Servono per forza base e top?

Sì, e non sono opzionali. La base fa aderire il colore alla lamina, il top lo sigilla e ne mantiene la brillantezza. Senza base il colore si stacca in pochi giorni, senza top si opacizza e si sbecca.

Quanti strati di colore vanno messi?

Due strati sottili, catalizzando dopo ciascuno. Uno strato spesso non polimerizza fino in fondo e resta morbido sotto: è la causa più comune delle bolle e dei distacchi precoci.

Si può mettere il semipermanente sulle unghie corte?

Sì, ed è anzi la situazione in cui rende meglio, perché su un'unghia corta le sollecitazioni sono minori e la tenuta è più lunga. L'unico accorgimento è non caricare troppo prodotto vicino alle cuticole.

Serve una mano in più? Se stai partendo da zero, nella nostra Academy di Lorenteggio a Milano teniamo corsi di onicotecnica con kit incluso: si impara la preparazione dell'unghia, che è la parte che nessun video spiega davvero bene. Vedi i corsi oppure scrivici e ti diciamo da dove conviene cominciare.