Come sterilizzare gli attrezzi per unghie e manicure

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Tronchesine, spingicuticole, pinzette e punte fresa passano da una cliente all’altra, e il modo in cui vengono trattate fra un servizio e il successivo dice molto di chi lavora. Non serve un laboratorio: servono una soluzione adatta agli strumenti, un contenitore dove immergerli, le buste per conservarli e i monouso che evitano di dover lavare tutto il resto.

Questa è la guida all’acquisto: cosa comprare per pulire, disinfettare e sterilizzare gli attrezzi per unghie e manicure, sia in salone sia a casa, e come scegliere fra guanti, buste e asciugamani usa e getta. La procedura passo per passo è nel nostro articolo su come sterilizzare gli strumenti per manicure e pedicure.

Il kit essenziale per la sterilizzazione

Se parti da zero, queste sono le quattro cose da cui cominciare: un box per l’immersione, una soluzione per strumenti, le buste per conservarli e i guanti per maneggiarli.

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Pulizia, disinfezione e sterilizzazione: la differenza

Sono tre livelli diversi e si fanno in quest’ordine. Saltarne uno vuol dire rendere meno efficace quello dopo.

  • Pulizia — togliere a mano e con detergente i residui visibili: polvere di gel, cheratina, pelle. È il passaggio che si tende a sbrigare in fretta ed è quello da cui dipende tutto il resto, perché nessuna soluzione lavora bene su uno strumento sporco.
  • Disinfezione — ridurre i microrganismi con un prodotto disinfettante. Ci sono disinfettanti per strumenti, per superfici e per mani e cute: non sono intercambiabili, e l’etichetta dice a cosa è destinato ciascuno.
  • Sterilizzazione — il livello più alto, che si ottiene a caldo con l’autoclave o a freddo con soluzioni indicate dal produttore come sterilizzanti, rispettando il tempo di contatto riportato.

Se vuoi approfondire le definizioni, le trovi nel nostro articolo sulla differenza tra pulizia, disinfezione e sterilizzazione.

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Sterilizzazione a freddo e a caldo

A freddo significa per immersione: lo strumento pulito si mette in una soluzione chimica e ci resta completamente coperto per il tempo indicato dal produttore. È il metodo più diffuso fra chi lavora a casa e in molte postazioni nail, perché non richiede apparecchi: bastano la soluzione e un contenitore chiuso, meglio se con cassetto estraibile, che permette di estrarre gli attrezzi senza mettere le mani nel liquido.

I box che vendiamo con il nome di “sterilizzatore con vetro” sono proprio questo: contenitori resistenti ai disinfettanti, con un cassetto estraibile per far scolare e asciugare gli strumenti. Non scaldano e non sterilizzano da soli: il risultato dipende dalla soluzione che ci metti dentro.

Fra le soluzioni, l’etichetta fa la differenza. LH PAA Sol Pronto e Peroxill 2000 Detergo sono indicati dal produttore anche per la sterilizzazione e sono compatibili con le vasche a ultrasuoni; Bactisan Chirurgico 2000 è una soluzione pronta all’uso per la disinfezione e la conservazione asettica dello strumentario. Diluizioni, tempi e durata della soluzione vanno presi dalla scheda tecnica di ciascun prodotto, senza scorciatoie.

A caldo significa autoclave, cioè vapore sotto pressione: è l’apparecchio da salone, e dopo l’autoclave gli strumenti vanno conservati nelle buste. Il manipolo della fresa non si immerge mai: si pulisce all’esterno come indica il produttore.

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Buste autosigillanti per sterilizzazione

Le buste di sicurezza monouso autosigillanti servono a una cosa sola: tenere lo strumento protetto dal momento in cui è stato trattato fino a quello in cui lo riapri davanti alla cliente. Si chiudono con la striscia adesiva, senza termosigillatrice, e si usano una volta.

Le buste GNB in carta-alluminio sono indicate dal produttore per la sterilizzazione a vapore. Il formato si sceglie sulla lunghezza degli attrezzi:

  • 57x100 mm — punte fresa, pinzette piccole, spingicuticole corti.
  • 90x135 mm — tronchesine e più strumenti piccoli insieme.
  • 70x230 mm — forbici, spingicuticole lunghi, strumenti a doppia estremità.

Chi ha la termosigillatrice può tagliare la busta su misura dal rotolo.

Guanti monouso: nitrile, lattice, trasparenti

I guanti si cambiano a ogni cliente e si indossano anche mentre si puliscono gli strumenti usati, che in quella fase non sono ancora trattati. Il materiale si sceglie sul lavoro che fai.

  • Guanti in nitrile — i più usati in postazione nail. Senza lattice, aderenti, più resistenti ai prodotti chimici. I colori (blu, nero, rosa) cambiano solo l’estetica.
  • Guanti in lattice — molto elastici e sensibili al tatto. Da evitare se tu o la cliente avete una sensibilità al lattice.
  • Guanti trasparenti — quelli in polietilene, ambidestri e in taglia unica. Costano pochissimo ma calzano larghi: vanno bene per compiti veloci, come preparare la postazione o maneggiare i prodotti, non per lavorare di fresa o di pennello.

La taglia conta più del colore: un guanto largo fa pieghe sulla punta delle dita e toglie precisione proprio dove serve.

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Asciugamani e salviette usa e getta

Gli asciugamani usa e getta risolvono un problema pratico: niente lavatrice fra una cliente e l’altra e un telo pulito ogni volta. Si scelgono sulla dimensione e sul materiale.

  • Asciugamani compressi — piccole pastiglie di tessuto non tessuto che si aprono a contatto con l’acqua. Comodi in borsa e per il viso.
  • Asciugamani in TNT — morbidi, simili a un telo vero, per mani e piedi in pedicure.
  • Asciugamani in carta goffrata — più economici, assorbenti, adatti al lavoro a secco.
  • Pads e veline — i dischetti in cellulosa che non lasciano pelucchi servono per sgrassare la lamina; le veline per piccole pulizie della postazione e per asciugare gli strumenti dopo l’immersione.
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Ogni quanto sterilizzare

La regola pratica è semplice: ogni strumento che ha toccato una cliente si tratta prima di essere usato su un’altra. Tronchesine, spingicuticole, pinzette e punte fresa si puliscono e si immergono dopo ogni servizio; per questo conviene averne più di un set, così uno è in soluzione mentre usi l’altro.

Lime, buffer e bastoncini in legno non si sterilizzano: si usano una volta e si buttano. Anche la soluzione ha una scadenza: dalla preparazione resta attiva per il periodo indicato dal produttore, poi va sostituita anche se sembra ancora limpida.

Le indicazioni che contano sono quelle in etichetta. Diluizione, tempo di contatto e durata della soluzione cambiano da prodotto a prodotto: prima di usarlo leggi la scheda tecnica e la scheda di sicurezza, che trovi nella pagina di ciascun prodotto.

I tre che consigliamo noi

Un contenitore, una soluzione e le buste: con questi tre la postazione è organizzata.

Il box: GNB Sterilizzatore per strumenti con vetro

Plastica resistente ai disinfettanti, sportello in vetro e cassetto estraibile per far asciugare gli strumenti dopo l’immersione. Ci stanno tronchesine, spingicuticole, pinzette e lime, e tiene la postazione in ordine.

La soluzione: Bactisan Chirurgico 2000

Pronta all’uso, quindi niente dosaggi da sbagliare, e pensata dal produttore per la disinfezione e la conservazione asettica dello strumentario. È il punto di partenza più semplice per chi tratta gli attrezzi a freddo.

Le buste: GNB Buste autosigillanti 57x100 mm

Il formato giusto per punte fresa e strumenti piccoli, che sono quelli che si usano di più. Si chiudono senza macchina e permettono di aprire lo strumento davanti alla cliente.

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Domande frequenti

Come si sterilizzano gli attrezzi da estetista a casa?

Si seguono gli stessi passaggi del salone: si tolgono a mano i residui, si lava lo strumento, lo si immerge completamente in una soluzione per strumenti per il tempo indicato in etichetta, poi lo si asciuga con carta monouso e lo si conserva chiuso. A casa la soluzione più pratica è il trattamento a freddo in un box chiuso; l’autoclave è un apparecchio da salone.

Cos’è la sterilizzazione a freddo?

È il trattamento per immersione in una soluzione chimica, senza calore. Lo strumento pulito resta completamente immerso per il tempo di contatto che il produttore indica in etichetta, poi si sciacqua se richiesto e si asciuga. Non tutti i liquidi per immersione sono sterilizzanti: lo dice l’etichetta, ed è quella che va seguita.

Le buste autosigillanti servono anche a chi lavora a casa?

Servono quando lo strumento deve restare protetto fino all’uso successivo, ed è il loro scopo principale dopo l’autoclave, per cui sono nate. Le buste GNB che vendiamo sono indicate dal produttore per la sterilizzazione a vapore. Chi tratta gli attrezzi solo a freddo può conservarli in un contenitore chiuso e pulito, separato da quelli da trattare.

Meglio guanti in nitrile, in lattice o trasparenti?

Il nitrile è la scelta più comune in postazione: aderisce bene, non contiene lattice e protegge meglio dai prodotti chimici. Il lattice è molto elastico ma va evitato se tu o la cliente siete sensibili al lattice. I guanti trasparenti in polietilene costano poco ma sono larghi: vanno bene per compiti veloci, non per lavorare di precisione con fresa e pennelli.

Gli asciugamani usa e getta si possono riutilizzare?

No: sono pensati per una sola cliente e poi si buttano. Il vantaggio è proprio questo, insieme al fatto che non c’è da lavarli. Per mani e piedi bastano i formati in carta o TNT; per asciugare gli strumenti dopo la disinfezione si usa carta monouso pulita.

Ogni quanto va cambiata la soluzione per gli strumenti?

Lo stabilisce il produttore: in etichetta e in scheda tecnica trovi per quanto tempo la soluzione resta attiva dopo la preparazione. Una soluzione limpida non è per forza ancora efficace. Per i prodotti a base di acido peracetico esistono strisce reattive che permettono di controllarne l’attività.

Non sai quale soluzione fa al caso tuo? Dipende da cosa tratti e da come lavori. Scrivici e ti diciamo da dove partire, oppure passa in negozio al Nail Hub in via Lorenteggio a vedere i prodotti dal vivo.